Economia e finanza
Stream my needs: a pesca nel mare della distruzione creatrice

Le nostre preferenze in fatto di intrattenimento cambiano? Sembra una domanda banale perché, man mano che il nostro mondo si evolve, si evolvono con esso anche i nostri problemi e la nostra comprensione. L’ascesa dei meme, che la maggior parte degli over 40 non riesce a capire, e di TikTok, la piattaforma social che ospita una marea di creator della Gen Z e fa storcere il naso con disgusto ai Millennial cresciuti con Instagram e Facebook, sono esempi di «cambiamento». D’altra parte, si può sostenere che questi sviluppi riguardino soltanto il modo in cui consumiamo, non che cosa consumiamo. I meme non sono forse la versione internet della vecchia caricatura? I TikToker creano davvero contenuti radicalmente nuovi, o si limitano ad adattare vecchi format di intrattenimento allo smartphone? Christopher Booker ha costruito un’argomentazione interessante in questa direzione, anche se ben prima della nascita di TikTok. Secondo lui non tutte le storie sono uguali, ma quasi tutte le narrazioni seguono una di sette trame fondamentali. Quel che rende nuove le storie è l’ambientazione. Le eccezioni esistono, ma sono poche e spesso vivono all’ombra delle produzioni sul modello dei «sette grandi».
Lasciando da parte la questione dell’evoluzione dei contenuti, guardiamo alle esperienze di intrattenimento. Qui il progresso tecnologico ha avuto un impatto innegabile, i cui effetti si possono raggruppare in tre categorie.
La confezione
L’atteggiamento dei boomer verso i TikTok somiglia a quello della Gen Z verso i film degli anni Sessanta. La qualità dell’immagine, il sonoro e lo stile di regia imposto dai limiti tecnici, come le scene in auto girate in retroproiezione, sono così diversi dai film moderni che pochi riescono a concentrarsi sulla storia, e l’esperienza ne risulta compromessa. Per confezione si intendono proprio questi cambiamenti nella resa e nell’aspetto di film, libri e altre produzioni mediatiche.
L’accesso
Con l’invenzione del grammofono l’industria musicale è cambiata. All’improvviso l’idea della musica come fenomeno locale è stata messa in discussione. Prima una comunità soddisfaceva il proprio desiderio di musica assistendo a esibizioni dal vivo, spesso di musicisti della comunità stessa. Ora, spinte anche dalla promozione delle case discografiche, le persone hanno iniziato a pensare di ascoltare i loro musicisti preferiti, le star, comodamente a casa propria. La tecnologia facilita l’accesso su due piani: per i consumatori aumenta la scelta sulle piattaforme e calano i costi, mentre i creatori ottengono l’accesso a un pubblico potenzialmente illimitato per i loro contenuti. La rivoluzione dello streaming è l’ultima tecnologia ad aver ampliato l’accesso.
La profilazione
Con lo smartphone siamo entrati nell’era dell’iper-profilazione. Quasi tutti i contenuti che vediamo sullo schermo passano per una procedura di test e selezione affidata a un algoritmo, che ci propone solo quelli ritenuti rilevanti per noi. Il 75% delle attività su Netflix avviene tramite raccomandazioni. I maggiori social media hanno individuato nella personalizzazione di feed, funzioni di ricerca e pubblicità un fattore critico di successo. Il passaggio da contenuti statici scelti da sé a contenuti selezionati per noi è probabilmente il tratto più evidente dell’intrattenimento di oggi. Va detto che anche in passato i contenuti venivano selezionati, ma in funzione di un pubblico, di una comunità o di una festa, non del singolo individuo. È questo che rende così interessanti le raccomandazioni attuali. L’accesso garantito dalla tecnologia ha trasformato l’intrattenimento in un cosmo infinito, che a sua volta ha dovuto essere ordinato con nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale per poter essere sfruttato appieno.
Quindi sì, l’intrattenimento sta cambiando. Ma è un bene? La risposta dipende molto dall’aspetto su cui ci si concentra. Con contenuti disponibili istantaneamente in quasi ogni momento, la maggior parte degli adulti, e in particolare dei genitori, è scettica, in generale ma soprattutto pensando allo sviluppo dei bambini. E ci sono prove che i social media in particolare possano avere effetti negativi sulla salute mentale degli utenti e ridurre la capacità di memoria e di concentrazione.
Inoltre, la barriera d’ingresso alla produzione è stata di fatto abolita: ciò ha ampliato il contributo degli utenti, ma ha anche aperto spazi a troll, truffe e diffusione di messaggi dubbi. Un altro aspetto riguarda la portata dell’intrattenimento. Più tempo passiamo a intrattenerci, meno ne resta per altre attività. Nel caso dell’informazione, ciò ha portato a un’integrazione con le piattaforme di intrattenimento, dando vita all’infotainment. Purtroppo la copertura tende a essere di parte, schierata e semplificatoria, per veicolare messaggi forti. Questo vale in particolare per le infografiche. Il dibattito sulle fake news è strettamente legato a questa nuova forma di giornalismo.
Ma c’è anche il lato buono. Anche se la selezione dei contenuti comporta il rischio di chiudersi in una bolla, non è mai stato così facile trovare esattamente quello che si cerca. Un ottimo esempio dall’industria musicale è Shazam: senti una canzone che ti piace, la trovi all’istante e la aggiungi subito alla tua playlist. Trent’anni fa sarebbe stato impensabile. Per i bambini i contenuti non si limitano più a una selezione di libri per l’infanzia famosi e di canali televisivi. Per loro la componente dell’accesso è la più dirompente rispetto a qualsiasi altro gruppo: li espone fin da subito a notizie e fatti rilevanti nella vita di tutti i giorni. Alla luce di questo, sorprende che la versione per bambini di Instagram sia stata accolta con tanto astio, perché il potenziale è enorme. Soprattutto nell’apprendimento, nella lettura e nelle lingue straniere, l’intrattenimento può cambiare le regole del gioco. I Paesi nordici vengono spesso citati come esempio, sottolineando come la mancanza di doppiaggio dei film in inglese contribuisca all’apprendimento della lingua. In senso più ampio, il mercato del software educativo è in pieno boom e mette in discussione i processi consolidati delle istituzioni scolastiche, ponendo l’individuo al centro del percorso formativo.
Facciamo un passo indietro. Il ruolo dell’intrattenimento è innegabile. È talmente ambiguo da non comparire nella piramide dei bisogni di Maslow, eppure la noia è stata a lungo la regina dei problemi da primo mondo. Ma con la crescente importanza dell’intrattenimento arriva anche il dibattito sulla sua regolamentazione. Esempi recenti sono il ban di Donald Trump da parte di Twitter e la linea di Facebook nel cancellare i contenuti che violano i suoi standard della community. Le aziende sono spinte a tenere «in ordine» le proprie piattaforme, ma sempre più governi nazionali intervengono e avviano iniziative per regolamentare il settore.
È un’ottima occasione per mostrare l’importanza di una politica globale. L’internazionalità che rende così stimolanti i progressi dell’intrattenimento è minacciata dal fatto che, per effetto di normative specifiche, le versioni delle piattaforme diventano sempre più nazionali. Servono nuove regole per gestire questa nuova tecnologia, ma devono valere ovunque. Lo stesso accade con altri temi caldi del dibattito politico, come il cambiamento climatico. I problemi più urgenti del nostro mondo sono globali e, con la globalizzazione, il loro impatto segue la logica dell’anello più debole. Dobbiamo abbracciare le organizzazioni sovranazionali e individuare gli ambiti privi di controllo, per poi colmare queste lacune. Non significherebbe la morte dello Stato nazionale: aiuterebbe piuttosto i governi a coordinarsi e a risolvere i problemi in modo efficace, tenendo conto dei bisogni dei cittadini.
BIBLIOGRAFIA
«The Seven Basic Plots»; Christopher Booker; 2004
https://gstylemag.com/2020/09/15/how-technology-changed-entertainment/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6502424/
https://www.thenewfederalist.eu/foreign-languages-in-finland-s-educational-system?lang=fr
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Non esistono pasti gratis.
Milton FriedmanTitolo di un suo libro del 1975