Politica
Il movimento delle milizie americane: analisi storica e prospettive attuali

«Quando il governo teme il popolo, c’è libertà. Quando il popolo teme il governo, c’è tirannia.» – Thomas Jefferson
Introduzione
Poiché il Paese è nato come rifugio da governi oppressivi e accentrati, il timore di un’ingerenza federale è stato presente fin dall’inizio. Dalla Dichiarazione d’Indipendenza agli Articoli della Confederazione fino alla Costituzione, agli Stati sono state deliberatamente garantite diverse tutele nei confronti del governo federale. Al cuore stesso del movimento delle milizie c’è la sfiducia verso il governo federale, e per molti americani si tratta di una preoccupazione costante. In origine le milizie erano gruppi di coloni abili alle armi che proteggevano le colonie, ma durante la Guerra d’indipendenza ebbero un ruolo di primo piano nelle battaglie contro gli inglesi. I minutemen, nelle battaglie di Lexington e Concord dell’aprile 1775, sconfissero valorosamente i soldati britannici, una vittoria che galvanizzò il Paese. Nel corso della storia americana moderna le milizie sono state importanti istituzioni culturali e sociali, ma sono state anche all’origine di tragedie mortali e di aspri dibattiti. Se lo scopo fondamentale delle milizie è essenziale per la sopravvivenza dei valori americani tradizionali, il movimento è spesso avvelenato da razzismo, xenofobia ed estremismo travestiti da patriottismo.
Storia delle milizie
Al momento della loro fondazione, gli Stati Uniti nutrivano un odio profondo per gli eserciti permanenti, cioè gli eserciti che operano all’interno del Paese in tempo di pace. Erano un simbolo di tirannia, e le giubbe rosse furono un catalizzatore delle tensioni con i coloni. Il conflitto tra l’esercito coloniale britannico e la popolazione locale si manifestò in episodi come il massacro di Boston del 1770. Anche il Quartering Act del 1765, che permetteva ai soldati britannici di alloggiare nelle case dei coloni, deteriorò seriamente i rapporti. Sia per le capacità del momento sia per la diffidenza verso gli eserciti permanenti, gli Stati Uniti mantennero a lungo, nella prima fase della loro storia, milizie su base statale, e un esercito permanente americano di peso non si materializzò fino alla Seconda guerra mondiale, quando gli USA abbandonarono l’isolazionismo.
Le milizie ebbero un ruolo di primo piano negli Stati Uniti appena nati: tradizionalmente erano i corpi militari che rappresentavano ciascuno Stato o colonia, prima della formazione di forze armate unificate. I cittadini lasciavano temporaneamente la propria vita per sostenere il Paese e si addestravano di tanto in tanto per restare pronti. Con la maturazione del Paese, queste milizie, che rappresentavano gli Stati e non il governo federale, si divisero in due forme. Le milizie statali ufficiali sarebbero diventate l’attuale Guardia Nazionale, mentre sarebbero rimasti molti gruppi statali e locali non governativi, divenuti i predecessori dell’odierno movimento delle milizie.
«L’America è stata fondata da persone che amavano il Paese e la nazione, ma disprezzavano i governanti»[1] - Thomas DiLorenzo
I catalizzatori del movimento delle milizie moderno
Per loro stessa natura, le milizie sono strenuamente a favore del Secondo emendamento e si oppongono con forza a qualsiasi forma di controllo delle armi che rafforzi il governo federale. Per quanto la minaccia di un comportamento tirannico da parte del governo americano possa sembrare improbabile, impedire la tirannia fu uno dei principi fondativi della nazione. Due eventi storici chiave hanno dato slancio al movimento delle milizie originario e vengono ancora oggi citati come prova della minaccia di un’ingerenza del governo.
Il primo avvenne nel 1992 ed è noto come l’assedio di Ruby Ridge. Tutto cominciò quando il separatista bianco Randy Weaver fu arrestato con l’accusa di aver venduto fucili a canne mozze e armi illegali a un agente federale sotto copertura. Rilasciato su cauzione, si trasferì con la famiglia in una baita isolata a Ruby Ridge, in Idaho, e non si presentò all’udienza in tribunale. I marshal federali si recarono alla baita per arrestarlo, ma scoppiò una sparatoria dopo che il cane di Weaver scoprì gli agenti federali che li seguivano. I marshal spararono per primi e colpirono Weaver, ferendolo. Nei successivi 11 giorni ci fu un teso assedio, durante il quale un marshal federale fu ucciso da Kevin Harris, un compagno di Weaver che si trovava con loro. Gli agenti federali uccisero il figlio quattordicenne di Weaver, e sua moglie, che teneva in braccio il loro neonato, fu uccisa da un cecchino il cui obiettivo era Weaver. L’assedio si concluse infine con la resa degli uomini. Un tribunale assolse poi sia Weaver sia Harris per la morte dell’agente federale, ma Weaver fu condannato per due reati minori in materia di armi. Nel 1995 un’indagine del Dipartimento di Giustizia accertò che l’FBI aveva violato le proprie regole d’ingaggio. Seguirono una seconda indagine e una causa civile, e alla fine il governo pagò a Weaver 3,1 milioni di dollari per la morte della moglie Vicki e del figlio Sammy. Nonostante il suo estremismo politico, molti americani si schierarono con Weaver, sottolineando soprattutto il fatto che gli agenti federali avessero sparato per primi.
Il secondo catalizzatore del movimento delle milizie moderno, e il più letale, si verificò nel 1993. La vicenda dell’assedio di Waco è piuttosto bizzarra: l’ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, and Firearms) ottenne un mandato di perquisizione e di arresto per il complesso di una setta religiosa chiamata Branch Davidians, situato a Waco, in Texas. La setta era sospettata di accumulare armi ed esplosivi illegali. Il gruppo, guidato da David Koresh, si oppose al mandato e ne seguì un assedio di 51 giorni che finì per coinvolgere diverse forze di polizia federali e l’esercito degli Stati Uniti. L’ultimo giorno dell’assedio l’FBI lanciò un’offensiva aggressiva con gas lacrimogeni che provocò l’incendio del complesso. Il rogo fu letale: morirono 76 civili, tra cui 25 bambini e 2 donne incinte. L’intero conflitto di 51 giorni fu trasmesso in televisione e catturò l’attenzione di tutto il Paese, sia per le sue caratteristiche singolari sia per il suo epilogo disastroso. Viene spesso citato come un evento incendiario che portò a un enorme aumento del sostegno alle milizie, per l’alto numero di morti e per la risonanza mediatica che ebbe. Questi due eventi diedero un enorme slancio alle milizie e fecero crescere le adesioni in tutto il Paese. Anche se il movimento si sarebbe ridimensionato in modo sostanziale nel 1995, l’assedio di Ruby Ridge e quello di Waco vengono citati ancora oggi come esempi di tirannia del governo.
Dopo due anni di centralità nella sfera politica americana, l’attentato di Oklahoma City avrebbe macchiato per sempre la reputazione del movimento delle milizie, con uno degli attacchi terroristici più letali della storia. L’attentato fu compiuto da Timothy McVeigh, membro della Michigan Militia. L’attacco con un camion bomba colpì un grande edificio di uffici federali nel centro di Oklahoma City. L’esplosione uccise 168 persone, ne ferì più di 680 e distrusse gran parte dell’edificio. McVeigh, mosso dal suo odio per il governo federale e indignato per le risposte federali agli assedi di Ruby Ridge e di Waco, fece esplodere la bomba nel secondo anniversario della fine dell’assedio di Waco. Fu condannato nel 1997 e giustiziato nel 2001. L’attacco ebbe effetti devastanti sul movimento delle milizie, che fu subito isolato e perse un gran numero di membri. Tuttavia l’evento provocò una riflessione a livello nazionale, e lo stesso McVeigh indicò come prova un cambiamento nell’atteggiamento del governo, il risarcimento multimilionario a Randy Weaver e le modifiche alle procedure dell’FBI, affermando: «Una volta che hai fatto sanguinare il naso al bullo, e lui sa che si prenderà un altro pugno, non torna più a cercarti».[2] Dopo l’attentato l’attività delle milizie conobbe una fase di stasi, e solo nel 2008 il movimento avrebbe ripreso vigore.
Con l’arrivo del presidente Obama alla Casa Bianca, il movimento delle milizie ritrovò energia. Obama dichiarava apertamente di voler approvare leggi sul controllo delle armi, e questo alimentò il reclutamento e il senso d’urgenza delle milizie. Obama era anche il primo presidente nero, e per una parte del mondo delle milizie questo era un problema serio, il segno di un’America cambiata. Per i suprematisti bianchi significava che il Paese aveva perso i propri valori, e ciò ridiede importanza alla difesa dell’America «tradizionale».
Le milizie oggi
«Se sei un cittadino americano, sei abile e sei in grado di portare le armi, tu sei la milizia» - Christopher Nehr, Michigan Militia[3]
Nell’ottobre 2020, 13 uomini furono incriminati per un piano volto a rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer e a incitare altri a scatenare una guerra civile. Gli uomini erano ben organizzati e avevano intenzioni serie. Sette di loro erano legati al gruppo estremista di milizia del Michigan Wolverine Watchmen. Il complotto arrivò in un momento in cui la governatrice era duramente criticata per le restrizioni adottate in risposta alla pandemia di Covid-19, che molti costituzionalisti consideravano un abuso del governo. Il piano ebbe grande copertura mediatica nel periodo precedente le elezioni del 2020 e riportò le milizie sotto i riflettori nazionali, dove sarebbero rimaste nei mesi successivi.
Un paio di mesi dopo il complotto sventato in Michigan si sarebbe verificata l’azione più vasta e divisiva delle milizie. Il 6 gennaio 2021, in reazione alla mancata rielezione dell’ex presidente Donald Trump, migliaia di persone protestarono davanti al Campidoglio a Washington e centinaia si sarebbero fatte strada con la violenza all’interno dell’edificio. Molti dei rivoltosi erano equipaggiati con attrezzatura militare, come tute mimetiche, elmetti antiproiettile e fascette. I rivoltosi riuscirono a penetrare nel cuore dell’edificio, raggiungendo l’aula del Senato e gli uffici di politici di spicco come Nancy Pelosi. Se l’azione rapida della Polizia del Campidoglio e del Secret Service riuscì a mettere in sicurezza tutti i parlamentari, i rivoltosi arrivarono a pochi minuti da loro. Molti cercavano politici precisi, come Nancy Pelosi e Mike Pence. Mike Pence era nel mirino per non aver sostenuto le false accuse di brogli elettorali; i rivoltosi scandivano «impiccate Mike Pence» mentre assaltavano l’edificio. Molti membri delle milizie erano presenti e alcuni contribuirono a organizzare la rivolta.
Se le milizie hanno sempre avuto una reputazione precaria, macchiata da atti di violenza come l’attentato di Oklahoma City, si sta assistendo a un crescente cambiamento nelle loro dinamiche politiche. Si sono allontanate sempre più dai valori costituzionali, avvicinandosi a ideali di matrice razziale. Hanno cominciato ad abbracciare un’ideologia politica sempre più identitaria, invece di difendere gli ideali della Costituzione. C’è stata inoltre una notevole influenza sui gruppi di milizia da parte di movimenti cospirazionisti come QAnon. Secondo QAnon, Donald Trump è un salvatore destinato a smascherare una rete internazionale di pedofili adoratori di Satana che influenzerebbe la politica e l’economia globali. Per quanto sia difficile misurare quante persone credano a queste teorie stravaganti, nel periodo precedente le elezioni del 2020 QAnon è cresciuto in popolarità e ha raggiunto posizioni di potere. Almeno due sostenitori di QAnon sono stati eletti a cariche pubbliche nel 2020, tra cui la deputata repubblicana della Georgia Marjorie Green Taylor. Il movimento si è inoltre strettamente intrecciato con gruppi estremisti di milizia, stringendo rapporti con diverse organizzazioni come i Proud Boys e gli Oath Keepers.
I Proud Boys ritengono che la società occidentale e bianca sia sotto assedio da parte del mondo liberal e, pur rifiutando ufficialmente il suprematismo bianco, sostengono l’orgoglio bianco. Sono criticati per xenofobia e razzismo e molte grandi organizzazioni li considerano un gruppo d’odio. Il governo canadese li ha ufficialmente classificati come gruppo terroristico. Due Proud Boys sono stati incriminati per terrorismo e violenza contro gli Stati Uniti dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Gli Oath Keepers sono un altro gruppo estremista nazionale, composto quasi interamente da ex militari, agenti di polizia e soccorritori. Come i Proud Boys, gli Oath Keepers seguono molte teorie del complotto e sono stati accusati in diverse occasioni di incitare alla violenza e all’odio. Diversi membri sono stati incriminati per cospirazione dopo l’assalto al Campidoglio.
Conclusione
Se gli ideali di un governo limitato, della libertà individuale e della preparazione armata come deterrente contro l’ingerenza federale sono convinzioni pure, oggi vengono oscurati dal suprematismo bianco, dalla xenofobia e dal desiderio di un Paese più bianco e tradizionale. È un fenomeno presente fin dalla nascita del movimento delle milizie moderno negli anni Novanta, e quest’anno ha toccato nuove vette. È fondamentale distinguere e identificare le milizie e i gruppi terroristici interni come due concetti separati. Razzisti e sediziosi hanno usato il termine «milizia» come scudo linguistico. Perché un movimento delle milizie produttivo e sicuro possa proseguire in futuro, deve liberarsi dei suoi aspetti razziali e inutilmente politici e tornare alle radici: la difesa della Costituzione degli Stati Uniti e delle comunità locali.
FONTI
https://www.adl.org/education/resources/backgrounders/militia-movement
https://core.ac.uk/download/pdf/143679871.pdf
https://digitalcommons.law.yale.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2548&context=ylj
https://www.press.umich.edu/pdf/9780472116829-origins.pdf
https://today.tamu.edu/2020/10/09/the-militia-movement-behind-the-attempted-michigan-takeover/
https://scholarship.law.cornell.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2600&context=clr
https://www.nytimes.com/2020/10/21/us/militia-michigian.html
https://www.splcenter.org/fighting-hate/extremist-files/ideology/antigovernment
https://constitutioncenter.org/images/uploads/news/CNN_Aug_11.pdf
https://www.ushistory.org/people/minutemen.htm
https://scholarship.law.duke.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=5203&context=faculty_scholarship
https://text.npr.org/965261736
https://www.fbi.gov/wanted/capitol-violence
https://www.insider.com/all-the-us-capitol-pro-trump-riot-arrests-charges-names-2021-1
https://www.vox.com/2016/1/5/10714746/waco-ruby-ridge-oregon
https://www.spokesman.com/timelines/standoff-ruby-ridge/
https://www.congress.gov/104/plaws/publ132/PLAW-104publ132.pdf
https://www.britannica.com/event/Ruby-Ridge
https://www.nytimes.com/2021/03/10/us/politics/stewart-rhodes-oath-keepers-capitol-riot.html
https://www.splcenter.org/fighting-hate/extremist-files/group/oath-keepers
https://www.splcenter.org/fighting-hate/extremist-files/group/proud-boys
https://www.wsj.com/articles/who-are-proud-boys-11601485755
https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55638579
Thomas DiLorenzo, ‘‘America was Founded by Radical Anti-Government
Conservatives, ’’ The Justice Times, 26/4 (July/August 1995), 1–3.
[1] Thomas DiLorenzo, ‘‘America was Founded by Radical Anti-Government Conservatives, ’’ The Justice Times, 26/4 (July/August 1995), 1–3. [2]https://web.archive.org/web/20090324214032/http://nefafoundation.org/miscellaneous/FeaturedDocs/OKC_ForeignConnection.pdf
[3] https://www.youtube.com/watch?v=lU9THDZ2S5k
Le opinioni espresse negli articoli sono degli autori e non rappresentano necessariamente quelle dell'associazione o dell'Università Bocconi.
Più lo Stato «pianifica», più diventa difficile per il singolo fare i propri piani.
Friedrich A. von HayekThe Road to Serfdom, 1944